31 agosto 2008

Vivere a Cuba: Cuba affronta il ciclone Gustav

di Fernando Ravsberg daBBC Mundo
L’uragano Gustav ha colpito Cuba con venti fino a 230 km/h, che lo colloca nella categoria 4 su una scala di 5. L'Isola della Gioventù ha perso antenne per cellulari, della televisione e persino della radio locale. Le autorità non hanno ancora dato una cifra complessiva degli sfollati, ma alcune fonti parlano di 200 mila persone. All'Havana si è già avviato il trasferimento presso centri di evacuazione, uno dei quali è l'International Press Center.

Effetti

Nella capitale è saltata l'energia elettrica e il vento di Gustav hanno già abbattuto alberi in vari aree della città, le autorità hanno avvisato gli avaneri sul pericolo che si verifichino penetrazioni del mare lungo la costa.

Le donne cubane sono state evacuate prima dell'arrivo dell’uragano.
Le stazioni radio continuano a monitorare il fenomeno atmosferico.
Nella provincia di Pinar del Rio, dove si pensa colpirà con più forza la evacuazione, già pianificata, ha avuto luogo, otto squadre mediche sono state dislocate in regioni che potrebbero restare isolate a causa di inondazioni del mare.

Cosa fare se l'uragano...?

Dalle province orientali, in particolare da Holguin, sono partite 12 brigate dei lavoratori della società elettrica, per essere in occidente quando l’uragano sarà passato, per collaborare con la ricostruzione della regione.






Organizzazione

La Protezione Civile cubana è guidata in ogni provincia e comune da parte del segretario del Partito comunista ed ha un potere totale durante il corso del ciclone, può accedere a tutti gli strumenti e veicoli del proprio territorio.

I venti di Gustav hanno già abbattuto alberi in vari settori.
Le misure adottate prima del paese mirano a mantenere molto basso il numero delle possibili vittime, rispetto a ciò che accade altrove nei Caraibi, tra cui gli Stati Uniti.

Talvolta gli sfollati possono arrivare ad un milione di persone, gran parte di essi vengono trasferiti nelle scuole e nelle istituzioni statali, come l'Accademia delle Scienze, ma molti altri riescono solo a farsi ospitare da vicini di casa che hanno abitazioni più sicure.

Il problema più grande del paese è proprio il cattivo stato di molte case, soprattutto nelle campagne, e le cattive condizioni degli edifici nelle città, che le trasformano in trappole mortali durante e dopo il ciclone.

Molti dei crolli degli edifici si verificano dopo l'uragano, quando i raggi del sole seccano i muri bagnati fradici di pioggia, mentre nel campo i tetti, di fibra di cemento o di guano (foglie di palma), sono una facile preda per le distruzioni.

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